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Una nuova avventura per Martin Rua

Tre amuleti leggendari. Una pista per ritrovarli scritta in una lingua dimenticata. Una caccia al tesoro mortale. Questi gli ingredienti del secondo romanzo di Martin Rua.

Il romanzo si apre con un prologo: Platone, il grande filosofo greco, riceve la visita di un misterioso viaggiatore egizio di nome Anok Sabé. Costui racconta a Platone una storia antica e affascinante e gli consegna un misterioso amuleto fatto di oricalco. Anok Sabé raccomanda a Platone di custodire l’oggetto e tramandare la storia nascondendola tra miti e leggende. Il filosofo decide così di inserire l'oscura vicenda in alcuni dialoghi che egli stesso sta scrivendo in quel periodo.

L’azione si sposta quindi nella Granada dei giorni nostri. Martin Rua, un antiquario italiano, è nella città andalusa con sua moglie Àrtemis per incontrare Sante Ragusa, un vecchio amico di Martin, marinaio maltese ritiratosi a vivere nella bella città spagnola. Sante confida a Martin di aver trovato un manoscritto in cui è indicato il luogo in cui è nascosto un antico manufatto, la Luna d’Argilla, un oggetto che il maltese sta inseguendo da tanto tempo. Il problema è che questo luogo è nientemeno che l'Alhambra, il famoso castello moresco di Granada. Dopo varie peripezie i due, aiutati dal gitano Miguel, giungono al nascondiglio ma solo per trovarlo vuoto: qualcuno è arrivato prima di loro. I misteriosi trafugatori del manufatto, però, interessati anche al manoscritto, sono sulle tracce di Martin e Sante e arrivano anche a minacciarli. I due amici decidono di lasciare Granada. Giunti a Napoli, incredibilmente ritrovano nella città partenopea gli inequivocabili segni della presenza della Luna d’Argilla, ma non fanno in tempo a tuffarsi di nuovo all’inseguimento del manufatto, che Martin viene messo al corrente di un fatto tragico da un suo amico poliziotto, il commissario Oscar Franchi: qualcuno ha ucciso un biochimico sfigurandone il corpo con strani simboli. Martin non ha dubbi, i segni sono gli stessi che compaiono sul manoscritto mostratogli da Sante. Le due vicende sono intimamente e drammaticamente collegate.

Inizia così una corsa contro il tempo per fermare la scia di sangue e ritrovare l’amuleto. Una corsa che condurrà Martin prima a scoprire le radici millenarie di Napoli, legate ad un’antica setta di adoratori di Poseidone e poi a recuperare non uno ma tre amuleti, le chiavi necessarie per raggiungere l’ultimo avamposto di un luogo mitico e creduto perso da millenni.